diagnosi precoce dei tumori, assistenza sanitaria, assistenza psicologica ai malati oncologici e ai loro familiari | CoL Centro Oncologico Ligure

CIAO, DOLLY

Per ringraziarla e ricordarla avevano battezzato col suo nome, Dolly, la pecora più importante della storia scientifica mondiale. Il suo nome è citato almeno in una quarantina di pubblicazioni scientifiche in quanto finanziate da lei. Trecento milioni di libri sono stati donati dalla sua fondazione a bambini di tutto il mondo. Non si contano i centri di ricerca e cura che lei ha sostenuto nella sua lunga vita dedicata (non solo, evidentemente) alla musica country. Durante la pandemia Covid ha finanziato persino il primo vaccino a mRNA (una tecnologia che sta rivoluzionando la ricerca biomedica anche in campo oncologico) e si è fatta filmare durante l’iniezione arrivando persino a cambiare il testo di una sua memorabile canzone per esortare tutti a fare lo stesso. Ha detto due volte no a Trump che la voleva supporter per le sue campagne elettorali: grazie, ha detto, ma mi voglio dedicare solamente ai bisognosi e non faccio distinzioni di sorta. Una delle riviste scientifiche più importanti al mondo, Nature le ha dedicato nei giorni scorsi – sorprendendo chissà quanti - un bell’articolo per ricordarne l’esempio e la generosità a vantaggio di ricercatori e malati. Insomma Dolly Parton era sopra le righe sempre. Non solo per come si pettinava e vestiva, per come interpretava la musica country che amava ciecamente e per come sempre positivamente raccontava la sua vita cominciata nella miseria di una famiglia contadina del West, per arrivare già giovanissima al successo strepitoso sui palchi di tutta l’America. Era sopra le righe anche (e non di meno) per altruismo, sensibilità, cortesia e difesa dei diritti di tutti. Alla fine non si può non sorridere pensando a chi (per omaggiarla) decise di donare il suo nome a una pecora, per quanto importante e famosa fosse. A ben pensarci, infatti, il mammifero a cui meno poteva assomigliare la nostra era proprio quello. Ma sono le cose buffe della vita. Conviene ricordarla, piuttosto, per l’esempio e l’inguaribile sorriso che non l’ha lasciata mai, dicono, nemmeno durante la breve malattia che se l’è portata via. Ciao, Dolly.

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