diagnosi precoce dei tumori, assistenza sanitaria, assistenza psicologica ai malati oncologici e ai loro familiari | CoL Centro Oncologico Ligure

A CHI PIACE COSÌ?

Non ci piace così. Non ci piace, in generale, che sia qualcun altro, esclusivamente, a pensare alla nostra salute. Che si tratti dell’ambiente, del clima impazzito (impazzito lui o noi?), dell’aria che respiriamo o del peso corporeo. Quest’ultimo continua a salire nei cosiddetti Paesi ricchi, ma paradossalmente anche nei Paesi più poveri. L’obesità è spesso, dicono gli esperti, un problema di povertà e non è una battuta, non riguardando solo il portafoglio. Il discorso ci porterebbe troppo lontano, meglio ripetere che così non ci piace. Non ci piace quando qualcuno (che non hai mai visto, con cui non hai mai parlato, che di te non conosce niente o quasi) si prende la briga di programmare per filo e per segno cosa, quando e come dovrai mangiare. E te lo porta persino a casa bell’e pronto (fantastico!), lasciandoti un’unica banalissima cosa da fare: pagare. E declama i risultati che questa o quello raccontano entusiasticamente dopo solo poche settimane o mesi avendo fatto un’unica cosa: non scegliere, ma ubbidire. Come se il problema fosse solo perdere peso e non piuttosto mantenere quello che facilmente (dicono loro) hai raggiunto. Non ci piace così e non funziona così (se la nostra salute non è una barzelletta) e, aggiungiamo: non si fa così. Infatti le Nutrizioniste del CoL non fanno così: hanno presupposti, stile e programmi del tutto diversi. E i salti di gioia preferiscono farli - sempre in compagnia di chi ha chiesto un programma personalizzato - dopo 6 o 12 mesi da quando l’obiettivo è stato raggiunto. Perché l’obiettivo più grande è, appunto, mantenere nel tempo il peso definito con la Nutrizionista, caso per caso, volta per volta. E’ un percorso condiviso quello che loro propongono e poi lo seguono e magari, quando serve, lo modificano in base a tutti quei fattori che vanno attentamente affrontati e discussi. Senza dare giudizi e nemmeno fare promesse. Servono vicinanza, professionalità e costanza. E anche – scusate la parola un po’ forte – umanità. A noi piace così.

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