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LA GIUSTA MISURA

Dalle nostre parti, chi più chi meno, c’eravamo fatti l’idea che Barak Obama, dopo otto anni pazzeschi di presidenza negli Stati Uniti avesse mollato tutto e si fosse volatilizzato. Almeno sui nostri media, infatti, sono state ben poche le news sulle sue prese di posizione circa, ad esempio, le cose ancor più pazzesche che sono successe dopo, nel suo immenso e contraddittorio Paese. S’è sentita e vista ancor meno, sempre dalle nostre parti, sua moglie Michelle, bella e intelligente: qualche osservatore prevedeva addirittura una sua prossima candidatura alle Presidenza, il che non è avvenuto. Semmai qua e là le solite critiche degli invidiosi per il loro conquistato benessere, meritatissimo, per altro. Se non che, in un tranquillo giovedì del giugno scorso, precisamente il diciotto, nel silenzio di molti, succede qualcosa di inaspettato. A Chicago, città dove Barak è approdato giovanissimo senza arte né parte e ha iniziato la brillante carriera che sappiamo, proprio lì i coniugi Obama hanno inaugurato un loro fantastico Centro culturale, sociale e ricreativo aperto a tutti, per favorire soprattutto l’educazione e il successo dei giovani meno fortunati. Un’operazione gigantesca che ha richiesto anni di impegno per organizzare e realizzare il tutto. Sono stati necessari anche contributi finanziari, artistici e politici non da poco e una “vision” (come la chiamano gli esperti) tipica di chi vuole lasciare il segno. Nell’occasione sono stati pronunciati molti interventi, essendo numerosi gli ospiti e i personaggi famosi presenti (hanno tutti pagato un biglietto salato per partecipare). Ma qui vale la pena almeno accennare al discorso di Obama. Da anni non si sentiva niente di così politicamente “alto”. Ha parlato non solo agli americani “democratici”, ma a tutti coloro che hanno a cuore – tra difficoltà e delusioni inevitabili - la pace, la partecipazione, il rispetto reciproco (tra individui e Stati) e quella cosa complicata, ma necessaria che è la giustizia. Alla quale non serve la voce prepotente e volgare che va tanto di moda. Le sue parole hanno ridato la giusta misura a tutti gli “ingredienti” belli della democrazia la quale sta attraversando momenti non facili, un po’ dappertutto. Quest’estate, se siete curiosi, date una letta alle parole di Barak e anche di Michelle (trovate tutto in Internet) che ha detto – tolta la retorica di rito - cose niente male. Poi, se volete, un giorno possiamo spiegare come tutto questo abbia a che fare con le cose che scriviamo in Newsletter dal 2012, cioè la salute pubblica, la ricerca, la prevenzione e la solidarietà.

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