diagnosi precoce dei tumori, assistenza sanitaria, assistenza psicologica ai malati oncologici e ai loro familiari | CoL Centro Oncologico Ligure
Ci sono nel nostro Paese degli strani lavoratori. Fanno un lavoro duro, spesso senza orario e sempre senza stipendio. E di rado se ne parla. Ingiustamente. Chi sono? Sono chiamati caregivers e assistono in modo gratuito chi non è autosufficiente, per lo più un parente. Per tutelarli e riconoscerne il ruolo fondamentale dal 2013 al 2025 si sono susseguite circa 30
proposte di legge, nessuna arrivata all’approvazione finale per motivi diversi. Attualmente, i diritti dei caregiver si basano principalmente sulla Legge 104/1992, che prevede permessi retribuiti e congedi. Il 6 febbraio u.s. il Governo ha presentato un disegno di legge (Ddl 2789) che prevede finalmente un sistema organico di tutele graduate in base alle ore di assistenza (fino a oltre 91 settimanali), alla gravità della disabilità e alla convivenza o meno, riconoscendo un possibile contributo economico mensile (non superiore ai 400 euro) per i caregiver a reddito molto basso. Il disegno di legge vuole superare l’attuale frammentazione normativa valorizzando principalmente il ruolo del caregiver familiare. Il disegno mira anche a riconoscere le competenze maturate dal caregiver facilitandone il reinserimento nel mondo del lavoro. Il disegno sta completando (con procedura d’urgenza) l’iter parlamentare per diventare legge dello Stato. Il contributo economico verrà concretamente erogato dal 2027, perché l’INPS dovrà prima valutare le domande, definire le fasce e ripartire le risorse disponibili. Per ottenere il riconoscimento formale, i caregiver dovranno registrarsi sul portale INPS a partire da settembre 2026, passaggio necessario per far partire il sistema. Accanto all’assegno, il Ddl introduceun pacchetto di tutele differenziate sulle quali è in atto un’accesa battaglia che del resto era inevitabile dovendosi anche prevedere in che modo
integrare le nuove tutele con le vecchie (ancorchè frammentarie) e con le norme in via di attuazione per la riforma dei servizi agli anziani e alle persone con disabilità: problema di certo non piccolo. Sul fronte risorse, il Governo ha previsto uno stanziamento di 257 milioni di euro, un po’ pochino se si vuole davvero risposta alle fragilità attraverso accompagnamento, prossimità e responsabilità. Serve di certo un cambio di rotta sul tema dell’assistenza agli anziani e ai malati e chi li assiste non può essere lasciato solo. Serve potenziare reti di aiuto, cure palliative, assistenza domiciliare offrendo alle famiglie sostegni coerenti: le famose Case di Comunità non dovrebbero servire anche a questo? Siamo solo all’inizio, insomma.
