diagnosi precoce dei tumori, assistenza sanitaria, assistenza psicologica ai malati oncologici e ai loro familiari | CoL Centro Oncologico Ligure

BARBERSHOP di Atticus
ACCENDERE IL TABACCO O I NEURONI?

Ci hanno provato in tanti, a dire il vero, ma non tutti.

I partiti, la scuola, il mondo dell’informazione e quello fondamentale dello spettacolo si sono mossi poco o addirittura hanno remato contro, seguendo altri interessi: la loro malattia si chiama, se così si può dire, miopia.

Come chiamare quella disfunzione che impedisce di leggere e capire i dati scientifici (dal 1964 migliaia di studi hanno dimostrato che il fumo può causare diversi tipi di cancro), di ascoltare i racconti dolorosi dei malati e delle loro famiglie e persino, volendo, di conteggiare i costi sanitari e sociali (tremendi) del tabacco in tutte le sue forme nelle società ricche e non solo? Quindi non occorre aggiungere altro sull’argomento, se non che (per chi non lo sapesse) anche il tumore mammario è correlato all’abitudine al fumo, il quale (sempre per chi non lo sapesse) sta crescendo in modo impressionante tra le donne giovani.


Di conseguenza qui conviene scrivere qualcos’altro, forse non meno antipatico, visto che riguarda il portafoglio e sappiamo che tanti si preoccupano molto di più dei soldi che della propria salute, anche quando le due cose sono intrecciate non poco.

Di cosa parliamo, allora? Di una bella iniziativa promossa dall’Associazione degli Oncologi Italiani (AIOM) e dall’AIRC, in compagnia di altri Enti autorevoli.
Si tratta di una proposta di legge che introduce un’accise (cioè un’imposta indiretta che mira a frenare il consumo) di 5 euro su tutti i prodotti da fumo, dalle sigarette al tabacco riscaldato: se vuoi una confezione di questo o di quello dovrai pagare ogni volta 5 euro in più.
Qualcuno penserà che si tratta di un’enormità. Forse, ma al momento sembra uno dei pochi sperimentati provvedimenti efficaci per ridurre il numero dei fumatori (come da anni sostiene l’OMS). Lo dimostrano i fatti, ad esempio, come è successo in Francia e in Irlanda.
Qualcuno penserà, poi – è la nota dolente delle Multinazionali del Tabacco e di non pochi politici – che aumentando il costo del fumo aumenterà il contrabbando con annessi e connessi, ma è un discorso che già conosciamo e ci sta paralizzando da troppi anni.
Aggiungiamo, se volete, i temutissimi danni all’industria del tabacco e al mondo dell’agricoltura che è ampiamente finanziata da Enti Nazionali e Sovranazionali che pure piangono i morti da fumo.

Insomma qualcosa di forte va fatto, avendo prima acceso…i neuroni.

Consigliamo, perciò, di andare subito (senza aspettare il 31 maggio, Giornata Mondiale senza Tabacco) sul sito 5eurocontroilfumo.it per leggersi qualcosa di interessante e, soprattutto, per firmare la proposta di legge.

Servono 50.000 firme e finora si è oltre 30.000. La maggioranza di chi ha firmato è sotto i 50 anni, cioè giovani.

Ecco perché la speranza – diversamente dai prodotti da fumo - dovrebbe essere sempre l’ultima a spegnersi. Insieme con le nostre vite, s’intende.

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