diagnosi precoce dei tumori, assistenza sanitaria, assistenza psicologica ai malati oncologici e ai loro familiari | CoL Centro Oncologico Ligure

INTORNO A NOI di Gulliver

CHE PIACERE!

“Mi hanno colorato la vita”, dice testualmente così, Rita, in questa sua breve storia. E’ sdraiata sul lettino per la visita e intanto racconta del suo lavoro. Che fa da una vita, non essendoci lavori più belli per lei, pensa il medico. Fare l’insegnante elementare – il lavoro di Rita – non è una passeggiata. I bambini sono impegnativi, lo sappiamo: vivacità, manie, capricci e un incontenibile serie di bisogni, spesso contraddittori. Da gestire, certo, mediare, risolvere in qualche modo (e la pazienza e l’esperienza servono, eccome!). E da spiegare anche ai genitori, non poco brontoloni quelli, a volte. Mentre la burocrazia non semplifica modi e tempi del lavoro, sappiamo anche quello. Ma di tutto questo Rita non parla mica. Dice che sono stati e sono ancora la sua linfa vitale, i bambini, malgrado difficoltà e stanchezza aumentino col passare degli anni (e ne sono passati un bel po’, se è per quello). Ma le cose più belle Rita le dice senza parlare. Le dice sorridendo, mentre i muscoli ai lati della bocca si arricciano un po’ e lo sguardo vaga simpaticamente in alto a sinistra, dove si vedono i ricordi, chissà quanti. Le cose più vere e genuine, chissà perché, si dicono in quel modo lì. Altre insegnanti, in altri momenti, sempre sul lettino, le hanno raccontate più o meno alla stessa maniera. E si capisce intuitivamente che c’è una genuina coerenza tra quello che viene detto e pensato davvero. Non c’è trucco e non c’è inganno, verrebbe da dire. Ma a dire il vero, il medico non esprime gran che di tutte queste sue curiose riflessioni. Sorride anche lui mentre la visita procede liscia fino al suo termine naturale: tutto bene, Rita. E le dice che ci scriverà su qualcosa. Davvero? Fa Rita. Davvero, fa lui. E intanto pensa, il camice bianco - alla faccia del mondo e dei suoi guaii, non sapendo dove guardano i suoi occhi in quel momento lì (direbbe in basso a destra, se non ricorda male), ma sapendo bene che il mondo non può essere perduto, fin tanto che ci sono insegnanti come Rita – pensa intanto proprio questo, il medico (scusate il lungo inciso): che piacere!

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