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L’INIZIO

Se il diritto internazionale è importante, ma … fino a un certo punto.
Se di fronte a migliaia di bimbi che muoiono di guerra ci si domanda non come sia possibile, ma cos’è un bambino.
Se l’abuso di una ragazzina palestinese suscita non sconcerto, ma semplice incertezza su come la si debba considerare ora: bambina o donna?
Se a ritardare la pace in Medio Oriente non è stata la politica cieca dei Potenti, ma un romantico drappello di barche a vela cariche di cibo che nessun altro fino a ieri, per vie normali, ha voluto o è riuscito a portare ai disperati.
Se si pensa che il mondo stia andando al contrario delle proprie visioni e aspettative evocando a rimedio, come ai bei tempi, manganello e olio di ricino.
Se tutto questo è vero come sono vere le stime pubblicate da Lancet (una delle maggiori riviste mediche al mondo) sulle conseguenze della guerra a
Gaza, non è meno vero che – nonostante tutto – c’è un’unica strada che può essere umanamente percorsa, persino al di là dei torti e delle ragioni. Si chiama pace. E’ tutta in salita e firmarla – guai a dimenticarlo - è solo l’inizio.