BARBERSHOP di Atticus
diagnosi precoce dei tumori, assistenza sanitaria, assistenza psicologica ai malati oncologici e ai loro famil

CoL Centro oncologico Ligure diagnosi precoce dei tumori, assistenza sanitaria, assistenza psicologica ai malati oncologici e ai loro famil BARBERSHOP di Atticus

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QUELLO DI TUTTI I GIORNI

Mai così tanti miliardari in Italia, buon per loro, ma anche i poveri guadagnano posizioni, il che spegne un po’ il sorriso. Basta leggersi, dopo l’ultimo Rapporto ISTAT, anche il recente Rapporto della Caritas che trovate su Internet (“Fili d’erba nelle crepe”): numeri, volti e storie dicono che la povertà fa male. Sul tema esistono  montagne di pubblicazioni e libri, anche di scienziati ed economisti (i più invenduti), eppure davanti a certi dati e a certe immagini le parole non bastano mai. In povertà – dice la cronaca spicciola – si perdono salute, dignità, opportunità e diritti essendo terreno favorevole a ogni altra privazione, abuso e ingiustizia. Secondo alcuni, uno la povertà se la cerca. Sarà, anche se troppo spesso sembra lei a cercare te, specie nei momenti più imprevisti e sfortunati: punizione esemplare! Sia come sia, la povertà è un guaio che se ne porta dietro altri in un circolo vizioso dove ci sono tutte le peggio cose: guerra, malattie, dolore e chi più ne ha più ne metta. Certi mistici, è vero, teorizzano la povertà come un vero e proprio paradiso dello spirito, potendo solo i privi di tutto aspirare alla felicità piena, alla salvezza. Qui il discorso si fa impervio e ci porterebbe lontano, specie se non hai una fede. Alla fine, la povertà - quest’anno forse un po’ di più – mette in crisi il Natale o quanto meno ci prova. Forse lo interroga solo, o magari lo sfida. Gli dice:  “scendi giù dalla Stella Cometa se hai coraggio!”. E chi ce l’ha il coraggio? “Perché dovrei? - senti dire -  Mica è colpa mia se nel mondo le cose vanno storte”. No, qui, per fortuna, non si parla di colpe, ma solo di coraggio. E a bassa voce, s’intende. E la questione, stringi stringi,  è solo questa: la povertà e insieme la solitudine (spesso vanno a braccetto) sfidano o no il nostro coraggio, poco o tanto che sia? Non occorre rispondere là per là. Ci si può pensare un po’ su. Leggere con calma il Rapporto Caritas di cui sopra. Discuterne con qualcuno. Farsi un’idea. E poi, magari, a tempo debito, volendo, “farsi goccia nell’oceano”, perché no? Non è questo il volontariato? Senza fare rumore, addirittura senza troppe telecamere o selfie. Sei sceso – per fortuna non da solo -  dalla cometa e ti prepari a costruire non il Natale solito, che va benissimo, ma un po’ più grande. Non solo celebrativo, ma quotidiano. Potremmo chiamarlo, sul serio, un  Natale di tutti i giorni, volendo, alla faccia dei calendari. E lo puoi fare, davvero, se a nascere a Natale sei tu.