BARBERSHOP di Atticus
diagnosi precoce dei tumori, assistenza sanitaria, assistenza psicologica ai malati oncologici e ai loro famil

CoL Centro oncologico Ligure diagnosi precoce dei tumori, assistenza sanitaria, assistenza psicologica ai malati oncologici e ai loro famil BARBERSHOP di Atticus

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QUEI TRE

Dopo vi sentirete meglio, questo è poco, ma sicuro. Vi basterà sfogliare i 100 nomi che ogni anno la rivista americana Time pubblica per dare visibilità alle personalità più influenti al mondo in campo sanitario. Non si tratta di foto e schede biografiche un po’ nostalgiche di belle persone che hanno fatto belle cose e ora non ci sono più, ma di personalità vive e vitalissime che stanno dando lustro alla ricerca, all’assistenza sanitaria e all’organizzazione di quello che si può fare per far stare meglio il mondo. Nell’elenco pubblicato il 2 maggio ci sono personalità di ogni tipo, da Macron che ha voluto inserire il diritto di interrompere una gravidanza nella Costituzione francese, ai due ricercatori che hanno messo a punto i vaccini a RNA salvando milioni di esseri umani dal COVID e altri ne salveranno da malattie diverse. Nell’elenco ci sono anche, meritatamente, tre italiani, tutti operanti all’estero, di cui nessuno di noi sapeva gran che: un chirurgo veneto (Paolo de Coppi) che studia e pratica interventi intrauterini concentrandosi su sviluppo neonatale e sul liquido amniotico (un pozzo di potenzialità incredibili); una biostatistica romana (Francesca Dominici) che studia gli effetti dell’inquinamento atmosferico da  micropolveri sulla salute di anziani e malati polmonari; un’infermiera aretina (Carlotta Pianigiani) che lavora per una organizzazione non governativa (Alima) dando assistenza  con unità mobili ai disperati ovunque (gli ultimi quelli di Haiti) in situazioni d’emergenza. Varrebbe la pena conoscerli meglio, questi connazionali, chiedergli perché lavorano così splendidamente in Paesi lontani dal loro, cosa si aspettano dalla vita e quando torneranno, se lo faranno. Conoscerli per capire, fare tesoro, cambiare. Non dico per diventare come loro, ma semplicemente pensando al dopo, quello di tutti. Se di persone così ce ne fossero un po’ di più, ci sarebbe meno sofferenza in giro, forse meno bandiere da sventolare, ma più mani da stringere. Non risolveresti tutti i guai del mondo, certo, ma cammineresti più leggero, magari più sereno, dopo tutto.